Libri ad alta voce

Morte e vita delle parole

Così muoiono
le parole antiche:
come fiocchi di neve
che dopo aver esitato nell’aria
cadono al suolo
senza un lamento.
Dovrei dire: tacendo.

Dove sono ora i cento
modi di dire farfalla?
Sulla costa di Biarritz raccolse
Nabokov uno di quei
nomi: miresicoletea.
Guarda, ora è sotto la sabbia,
come il frammento d’una conchiglia.

•••••••••        

Le nuove parole, aggiungi,
sono fatte con materiali volgari.
E parli di plastica, di poliuretano,
di caucciù sintetico, e dici
che finiranno tutte assai presto
nel cassonetto dell’immondizia.
Sembri un po’ triste.

Ma guarda le bambine
che strillano e giocano
davanti alla porta di casa,
ascolta attentamente quel che dicono:
Il cavallo è andato a Garatare.
Cos’è Garatare? Domando.
Una parola nuova, rispondono.

Vedi, le parole non sempre sorgono
in solitarie aree industriali;
non sono necessariamente
prodotto degli uffici per la pubblicità.
Sorgono a volte tra le risate,
e sembrano pollini al vento.
Guarda come vanno verso il cielo,
come nevica verso l’alto.
_________________

Bernardo Atxaga, “Il libro di mio fratello”

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *